Il progetto

E’ un progetto dedicato ai bambini affetti da patologie uditive, avviato in Albania con la collaborazione della Caritas di Lezhe e le suore dell’istituto Figlie del Divino Zelo di Pllane, dove è stato istituito un centro di eccellenza per la diagnosi precoce attraverso apposite strumentazioni, oltre alle terapie specifiche e al recupero e adattamento di protesi per l’udito.

La Caritas di Terni-Narni-Amelia ha donato alle suore un apparecchio per il rilevamento delle emissioni otoacustiche transienti (T.E.O.A.E.) per la diagnosi della sordità infantile, che rileva forme di ipoacusie sin dal primo giorno di vita dei neonati. Ciò consente una diagnosi precoce della possibile sordità, malattia che presenta un incidenza in Albania doppia della media rispetto agli altri Paesi sviluppati. L’apparecchio, poco più grande di un palmare, consente di eseguire l’analisi in pochissimi secondi ed il suo uso è accessibile anche da parte del personale infermieristico.

I bambini sordomuti vengono accolti e curati nell’istituto delle suore del Divino Zelo che dispone di ambulatorio medico-infermieristico-logopedico ed audiometrico, collegato mediante la telemedicina a professionisti italiani volontari partecipanti a tale attività.

Il centro istituito dalle suore Figlie del Divino Zelo a Pllane è unico nel suo genere; offre ai bambini sordi una più facile integrazione scolastica, sociale e una rieducazione logopedia che consente loro di non essere abbandonati a se stessi ma di imparare a comunicare con l’esterno. In questo progetto sono impegnati anche insegnanti logopedisti albanesi formati dalla Caritas di Terni, che seguono i bambini anche nel doposcuola con programmi personalizzati.

Sono coinvolti alcuni medici umbri, otorini e pediatri, che visitano periodicamente nella struttura i bambini per dare loro una continuità di trattamento con cure adeguate, protesi e, nei casi più gravi, interventi chirurgici presso l’ospedale di Perugia.

La filosofia

I bisogni e i diritti dei bambini e degli adolescenti devono rappresentare la priorità di ogni sforzo rivolto allo sviluppo di una società civile.

La salute è un diritto di ogni bambino e bambina, qualunque sia la sua origine o nazionalità.

E’ innegabile che situazioni di svantaggio economico, negazione delle opportunità e difficoltà sociali vissute nei primi anni di vita incidono sul benessere e sulla salute di ogni persona.


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